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Questa è l’assolata spiaggia del lido di venezia il 1 gennaio 2009

lido_1_gennaio_2009

Auguri a tutti

buon_2009

Mi sono accorto che alcuni lettori di questo blog non riescono a vedere i filmati che ogni tanto incorporo nei post. La cosa dipende dal fatto che leggono gli articoli con un programma di posta che non consente lo streaming video e lascia uno spazio bianco al suo posto.

Per vedere il filmato di Bob Dylan del mio post di ieri dovete per forza andare sul sito:
http://woodle.it/bloglearning/?p=90

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occhi bianchi

Riprendo ad alimentare questo blog dopo una lunga e salutare pausa estiva. I primi tre mesi di attività sono sati un po’ un esperimento per verificare la mia voglia di lavorarci sopra con continuità e trovare la chiave giusta per i post.

Giusta per chi? Per me prima di tutto visto che questo blog non ha scopi commerciali e quindi non mi pongo il problema di attirare grandi numeri di lettori. Però non lo scrivo per leggermelo da solo: l’idea è che “la fuori” ci siano altre persone con interessi simili ai miei che lo trovino interessante.

Ho notato che – più o meno inconsapevolmente – il taglio degli articoli tende in una direzione abbastanza precisa e quindi tento di renderla esplicita attraverso una dichiarazione di “blog-policy”:

È senza scopo di lucro. Credo che questo si noti alla prima occhiata, ma lo dico perchè uno dei motivi principali che mi ha spinto a avviare un blog è appunto questo. La grande libertà che ne deriva è un piacere raro e mi pare che non doversi preoccupare di alcun “target” contribuisca non poco ad aumentare la qualità dei contenuti.

È un blog tematico che si occupa dei diversi modi possibili di utilizzare il web come ambiente di apprendimento. Di solito questo significa occuparsi di e-learning inteso come attività di apprendimento e insegnamento in modo formalizzato, cioè attraverso la realizzazione di corsi in rete. La mia prospettiva è invece più ampia: mi occuperò di tutti modi possibili, formali e informali di utilizzare la rete come Ambiente Generalizzato di Apprendimento. Dal mio punto di vista la rete può essere sempre considerata un General Learning Environment.

É un meta-blog. Gli articoli pubblicati spesso prendono lo spunto da esperienze o riflessioni altrui con lo scopo di rifletterci “sopra” in modo da evidenziarne i presupposti, le implicazioni, gli stimoli. La rete infatti è un ambiente cognitivo (web 1.0) e sociale (web 2.0) che ha ormai modificato profondamente il nostro modo di pensare, lavorare, vivere. Si tratta però di cambiamenti complessi che secondo alcuni arrivano a configurare un nuovo tipo di “mente” che avrebbe la caratteristica di essere esogena, diffusa, autopoietica. non è facile essere consapevoli della natura di questi cambiamenti e quindi penso che tentare di ragionarci sopra non sia tempo sprecato

É un po’ elitario. Per forza, visto che non sono poi molti quelli che si interessano al tema che ho scelto, neppure tra i formatori di professione. Figuriamoci tra gli altri. E poi è scritto in italiano, lingua parlata da quattro gatti. Pazienza.

Che cosa non è:

1. non è un diario
2. non è un giornale e non si cura dell’attualità
3. non ha lo scopo di fornire ai lettori metodi o strumenti operativi, ma ci saranno recensioni e commenti per quelli più interessanti e innovativi.

Pubblico questo post anche tra le pagine statiche del sito, nella colonna sinistra.

Disclaimer

Non prendete troppo sul serio quello che ho appena scritto. Violerò la mie stesse regole tutte le volte che ne avrò voglia.

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Due post orsono… ho sfiorato il tema dell’orientamento. Neanche a farlo apposta mi è arrivata oggi da EVTA una segnalazione su un sito francese molto ben fatto.

orientation

http://www.orientation-formation.fr/index.php3

Il sito contiene una marea di informazioni che hanno il pregio di essere molto ben organizzate. Si nota subito lo sforzo di mettersi dal punto di vista degli utenti.

Per esempio, se cliccate sulla prima colonna a sinistra – scegliere un mestiere (Choisir un métier) appaiono tre percorsi di ricerca:

  1. per “interessi”
  2. Per tipologia professionale
  3. Ricerca libera

La terza possibilità è utile e scontata; la seconda è abituale perchè consiste nella scelta tra are” professionali, come agricoltura, commercio, industria, ecc.

La prima possibilità mi pare la più interessante perchè si parte dalle motivazioni più legate alla personalità. La lista contiene voci di questo tipo:

  • avere emozioni forti
  • essere indipendente
  • maneggiare cifre
  • sorvegliare
  • ecc.

Cliccando sulla voce che ci attira di più si accede ad una lista di professioni attinenti. Ciascuna di esse è poi descritta in dettaglio specificando la formazione e le qualifiche necessarie e la natura del lavoro. In questo modo se per voi è importante muovervi spesso (Me deplace souvent) potreste scoprire che fare l’agente immobiliare è la scelta giusta per voi. Non lo avreste mai detto, vero?

E allora?

E allora mi viene da pensare che – seguendo questa logica – le cose più ovvie non ci sono. Per dire: se uno abita in un paesino di montagna deve prima di tutto scegliere se vuole restarci o se vuole / è disposto ad andarsene. Sembra che cercare o cambiare lavoro sia una cosa piuttosto astratta, ma invece bisogna pure abitare da qualche parte. E poi non sarà una mitologia pensdare che tutti abbiamo qualche interesse o talento speciale e che ci teniamo moltissimo a realizzarlo? (ho in mente miei amici del CampoBaseVoltagoAgordino che sembrano interessati alle attività di orientamento).

Andando fino in fondo con la logica della centratura sull’utente, forse si tratta di partire da qui:

  1. quali sono, prima di tutto le occasioni di lavoro realmente accessibili in loco?
  2. Cosa bisogna fare per accedervi?
  3. Se non ce la faccio da solo, trovo un aiuto?
  4. ecc.

Infine mi pacerebbe vedere un servizio di orientamento – web o non web – che sapesse rispondere questa domanda: se uno non ha alcun particolare interesse, talento o capacità, che cosa deve fare?

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