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	<title>Commenti per Weblearning</title>
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		<title>Commenti su Le famose Radici Cristiane ci sono e infatti stiamo facendo di tutto per eliminarle di Adriano De Vita</title>
		<link>http://www.weblearning.it/?p=565&#038;cpage=1#comment-334</link>
		<dc:creator>Adriano De Vita</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 12:04:03 +0000</pubDate>
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		<description>Penso che... non sia una banalità. Però è molto difficile perché sembra che pochi si rendano conto delle dfifferenza tra il dire e il fare (per esempio la Lega mi pare il partito più radiclmente anticristiano che si possa immaginare e compemporaneamente quello che più insiste sulle radici). Lo stesso per il caso contrario(i laici che si comportano da buoni cattolici senza rendersene pienamente conto. So di non essere chiaro ed esaurinte, ma i blog e io abbiamo i nostri limiti. Comunque il discorsoo continua, sia pure a pezzi e bocconi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che&#8230; non sia una banalità. Però è molto difficile perché sembra che pochi si rendano conto delle dfifferenza tra il dire e il fare (per esempio la Lega mi pare il partito più radiclmente anticristiano che si possa immaginare e compemporaneamente quello che più insiste sulle radici). Lo stesso per il caso contrario(i laici che si comportano da buoni cattolici senza rendersene pienamente conto. So di non essere chiaro ed esaurinte, ma i blog e io abbiamo i nostri limiti. Comunque il discorsoo continua, sia pure a pezzi e bocconi.</p>
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		<title>Commenti su Le famose Radici Cristiane ci sono e infatti stiamo facendo di tutto per eliminarle di Lorenz</title>
		<link>http://www.weblearning.it/?p=565&#038;cpage=1#comment-333</link>
		<dc:creator>Lorenz</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 13:23:16 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Adriano,

Non mi è del tutto chiaro il tuo pensiero. Personalmente ho l&#039;impressione che il problema reale sia rifondare queste radici cristiane, al di fuori del loro contesto cattolico. Detto così è sicuramente una banalità.. tu cosa ne pensi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Adriano,</p>
<p>Non mi è del tutto chiaro il tuo pensiero. Personalmente ho l&#8217;impressione che il problema reale sia rifondare queste radici cristiane, al di fuori del loro contesto cattolico. Detto così è sicuramente una banalità.. tu cosa ne pensi?</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Perché la formazione migliore è quella che non serve a nulla di Adriano De Vita</title>
		<link>http://www.weblearning.it/?p=560&#038;cpage=1#comment-331</link>
		<dc:creator>Adriano De Vita</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 11:39:55 +0000</pubDate>
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		<description>Il titolo del post è volutamente &quot;giornalistico&quot;, cosa che i motori di rriceca odiano(perchè non li capiscono) ma per gli umani va bene perchè l&#039;ambiguità che contiene stimola la riflessione. E infatti Carlo e Roberto rilfettono. Sul contenuto... il tema è inesauribile e certo un breve post non basta. D&#039;altra parte un Blog non va bene per &quot;esaurire&quot; un argomento: sono riflessioni al volo che richiedono un occhio benevolo a chi legge perchè se si va a vedere che cosa manca o non è espresso bene non basta la vita per farne l&#039;elenco. 

E&#039; che in questo periodo sono continuamente alla prese con discorsi sulla formazione composti esclusimente di frasi fatte e idee sempre uguali da decenni, ormai completamente svuotate di ogni significato. E trovo insopportabile l&#039;inesistenete consapevolezza di chi vuole insegnare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo del post è volutamente &#8220;giornalistico&#8221;, cosa che i motori di rriceca odiano(perchè non li capiscono) ma per gli umani va bene perchè l&#8217;ambiguità che contiene stimola la riflessione. E infatti Carlo e Roberto rilfettono. Sul contenuto&#8230; il tema è inesauribile e certo un breve post non basta. D&#8217;altra parte un Blog non va bene per &#8220;esaurire&#8221; un argomento: sono riflessioni al volo che richiedono un occhio benevolo a chi legge perchè se si va a vedere che cosa manca o non è espresso bene non basta la vita per farne l&#8217;elenco. </p>
<p>E&#8217; che in questo periodo sono continuamente alla prese con discorsi sulla formazione composti esclusimente di frasi fatte e idee sempre uguali da decenni, ormai completamente svuotate di ogni significato. E trovo insopportabile l&#8217;inesistenete consapevolezza di chi vuole insegnare.</p>
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		<title>Commenti su Perché la formazione migliore è quella che non serve a nulla di Roberto Maffei</title>
		<link>http://www.weblearning.it/?p=560&#038;cpage=1#comment-330</link>
		<dc:creator>Roberto Maffei</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 13:22:42 +0000</pubDate>
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		<description>Cordiali saluti a chi legge.

Stavo per partire sparato con un messaggio di dissenso quando mi sono dovuto fermare a chiedermi: &quot;dissenso su cosa?&quot;. Forse, prima di prendere posizione, dovremmo chiarire che cosa intendiamo con &quot;servire a...&quot;.

Da un certo punto di vista la fisica di base non &quot;serve&quot; a niente, come le poesie di Pasolini; da un altro &quot;servono&quot; moltissimo entrambe. Non è per fare il relativista radicale (non lo sono) ma di fronte al titolo proposto, così come è proposto, non riesco a prendere posizione; che vuol dire? Da una parte temo senz&#039;altro una formazione centrata esclusivamente su riscontri materiali immediati ma, dall&#039;altra, una formazione &quot;inutile&quot; mi spaventa almeno altrettanto.

Forse il discorso voleva essere più leggero, ma percepisco il presente come un tempo difficile e non riesco a non sforzarmi di pensare rigorosamente, di cercare di capire BENE quello che ci comunichiamo.

Rinnovo i cordiali saluti

Roberto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cordiali saluti a chi legge.</p>
<p>Stavo per partire sparato con un messaggio di dissenso quando mi sono dovuto fermare a chiedermi: &#8220;dissenso su cosa?&#8221;. Forse, prima di prendere posizione, dovremmo chiarire che cosa intendiamo con &#8220;servire a&#8230;&#8221;.</p>
<p>Da un certo punto di vista la fisica di base non &#8220;serve&#8221; a niente, come le poesie di Pasolini; da un altro &#8220;servono&#8221; moltissimo entrambe. Non è per fare il relativista radicale (non lo sono) ma di fronte al titolo proposto, così come è proposto, non riesco a prendere posizione; che vuol dire? Da una parte temo senz&#8217;altro una formazione centrata esclusivamente su riscontri materiali immediati ma, dall&#8217;altra, una formazione &#8220;inutile&#8221; mi spaventa almeno altrettanto.</p>
<p>Forse il discorso voleva essere più leggero, ma percepisco il presente come un tempo difficile e non riesco a non sforzarmi di pensare rigorosamente, di cercare di capire BENE quello che ci comunichiamo.</p>
<p>Rinnovo i cordiali saluti</p>
<p>Roberto</p>
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	<item>
		<title>Commenti su La differenza tra le dòne e le donne di Carlo Molinaro</title>
		<link>http://www.weblearning.it/?p=552&#038;cpage=1#comment-328</link>
		<dc:creator>Carlo Molinaro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 09:57:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.weblearning.it/?p=552#comment-328</guid>
		<description>Divertente ma... non condivido, secondo la mia impressione. Impossibile categorizzare, anche solo vagamente. Troppe sovrapposizioni e intersezioni! E tantissime, per fortuna che non appartengono a nessuna delle due ipotesi indicate. Forse sono donnne!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Divertente ma&#8230; non condivido, secondo la mia impressione. Impossibile categorizzare, anche solo vagamente. Troppe sovrapposizioni e intersezioni! E tantissime, per fortuna che non appartengono a nessuna delle due ipotesi indicate. Forse sono donnne!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Perché la formazione migliore è quella che non serve a nulla di Carlo Molinaro</title>
		<link>http://www.weblearning.it/?p=560&#038;cpage=1#comment-327</link>
		<dc:creator>Carlo Molinaro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 09:52:31 +0000</pubDate>
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		<description>Vero, vero. Il discorso del &quot;servire&quot; è spesso legato alla &quot;servitù&quot;, naturalmente, etimologicamente.

(Off topic derivato da un discorso ieri con Clara: il mio blog, anche se è su libero.it, accetta commenti da chiunque, anche senza nessuna iscrizione: basta &quot;settarlo&quot; così, e così io lo &quot;settai&quot;! ciao!)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vero, vero. Il discorso del &#8220;servire&#8221; è spesso legato alla &#8220;servitù&#8221;, naturalmente, etimologicamente.</p>
<p>(Off topic derivato da un discorso ieri con Clara: il mio blog, anche se è su libero.it, accetta commenti da chiunque, anche senza nessuna iscrizione: basta &#8220;settarlo&#8221; così, e così io lo &#8220;settai&#8221;! ciao!)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Le tendenze poliziesche nell&#8217;e-learning di kiakkia</title>
		<link>http://www.weblearning.it/?p=351&#038;cpage=1#comment-287</link>
		<dc:creator>kiakkia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 15:18:29 +0000</pubDate>
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		<description>non sono molto d&#039;accordo... io credo che l&#039;e-learning sia un ottimo strumento bisogna imparare solo ad utilizzarlo nel rispetto del discente e docente. io l&#039;ho scoperto da qunado mi sono iscritta all&#039;università unisu. senza la formazione a distanza non avrei potuto studiare e lavorare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non sono molto d&#8217;accordo&#8230; io credo che l&#8217;e-learning sia un ottimo strumento bisogna imparare solo ad utilizzarlo nel rispetto del discente e docente. io l&#8217;ho scoperto da qunado mi sono iscritta all&#8217;università unisu. senza la formazione a distanza non avrei potuto studiare e lavorare.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Come usare i video per fare formazione di valeria</title>
		<link>http://www.weblearning.it/?p=142&#038;cpage=1#comment-94</link>
		<dc:creator>valeria</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2009 07:09:09 +0000</pubDate>
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		<description>utile per un primo approccio a chi desidera organizzare le proprie lezioni tramite video on line. grazie per l&#039;aiuto :)
valeria floris</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>utile per un primo approccio a chi desidera organizzare le proprie lezioni tramite video on line. grazie per l&#8217;aiuto <img src='http://www.weblearning.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
valeria floris</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Ripensare i libri di testo 3 (BBN Editrice) di noa</title>
		<link>http://www.weblearning.it/?p=340&#038;cpage=1#comment-233</link>
		<dc:creator>noa</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 18:48:54 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;è tutto da rifare, l&#039;è tutto da inventare :)
Sì, nuovi modelli sono considerabili, non mi dispiacerebbe affatto.
Noi qui stiamo inventandoci praticamente tutto: non solo i testi - mica i soliti polpettoni rigirati, rifritti e zippati - ma anche il modo di lavorare, dai contratti per autori e collaboratori al modo per far convivere il lavoro di persone diverse che neppure si conoscono (e abitano a centinaia di chilometri una dall&#039;altra). Tutto è nuovo, un nuovo modo di scrivere, un nuovo modo di &quot;confezionare&quot;, un nuovo modo di collaborare tra addetti ai lavori, un nuovo modo per dialogare con la scuola. E un nuovo modo di distribuire e tanti nuovi modi di usare i testi [mai] finiti. Siamo dunque disponibili ad ogni &quot;nuovo modo&quot; ci venga proposto di sperimentare :D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;è tutto da rifare, l&#8217;è tutto da inventare <img src='http://www.weblearning.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Sì, nuovi modelli sono considerabili, non mi dispiacerebbe affatto.<br />
Noi qui stiamo inventandoci praticamente tutto: non solo i testi &#8211; mica i soliti polpettoni rigirati, rifritti e zippati &#8211; ma anche il modo di lavorare, dai contratti per autori e collaboratori al modo per far convivere il lavoro di persone diverse che neppure si conoscono (e abitano a centinaia di chilometri una dall&#8217;altra). Tutto è nuovo, un nuovo modo di scrivere, un nuovo modo di &#8220;confezionare&#8221;, un nuovo modo di collaborare tra addetti ai lavori, un nuovo modo per dialogare con la scuola. E un nuovo modo di distribuire e tanti nuovi modi di usare i testi [mai] finiti. Siamo dunque disponibili ad ogni &#8220;nuovo modo&#8221; ci venga proposto di sperimentare <img src='http://www.weblearning.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Le tendenze poliziesche nell&#8217;e-learning di Adriano De Vita</title>
		<link>http://www.weblearning.it/?p=351&#038;cpage=1#comment-238</link>
		<dc:creator>Adriano De Vita</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 21:16:46 +0000</pubDate>
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		<description>@ Mario

Qui nel Veneto è difficilissimo che una struttura di formazione si impegni ad assumere persone con “profonde attitudini e consolidate professionalità” per il banale motivo che non sono in grado di retribuirle. Queste strutture hanno spese fisse e incassi imprevedibili perché dipendono dalla programmazione regionale. Negli ultimi due anni molte strutture hanno chiuso e vari dirigenti hanno perso il lavoro perché nel passaggio dalla programmazione del 2003-08 a quella 2009-13 ci sono stati due anni senza finanziamenti e ora una parte di quelli previsti sono stati improvvisamente dirottati sugli ammortizzatori sociali. Non ci sono le condizioni minime per attirare veri professionisti della formazione.

Sulla progettazione mi permetto un suggerimento perché ho a che fare con questi problemi tutti i giorni e alla fine qualche strategia di sopravvivenza bisogna pure trovarla.

C&#039;è uno (sporco) trucco che consente a chi opera nella formazione professionale finanziata di fare cose innovative e di buona qualità. La prima cosa è ovviamente riuscire a farsi approvare un progetto. Per fare questo bisogna assolutamente evitare di scrivere cose troppo sofisticate perché chi lo legge si chiede “come diavolo facciamo a verificare il rendiconto?” e mai “che cosa impareranno gli allievi?”Questi progetti infatti non sono “progetti” ma domande di finanziamento e come tali vanno trattati. In pratica meglio utilizzare frasi fatte e concetti standard “nascondendo” il più possibile gli aspetti innovativi. Poi non c&#039;è da preoccuparsi perché il grado di libertà che lasciano è molto elevato (molto di più che nella formazione per grandi aziende). Basta rispettare alcuni paletti amministrativi e chiedere qualche modifica in corso d&#039;opera per poter fare quasi tutto quello che si vuole. La cosa è facilitata dal fatto che se gli amministratori pubblici non riescono a spendere tutti i fondi che loro stessi hanno stanziato vanno incontro a guai di vario tipo (controlli di secondo livello, assessore che protesta, confronti interni con colleghi...).

Il lato negativo di questo modo di procedere è che si fa una vita da clandestini e non è il caso di aspettarsi riconoscimenti, anzi. Del resto anche molti bravi insegnanti lavorano così.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Mario</p>
<p>Qui nel Veneto è difficilissimo che una struttura di formazione si impegni ad assumere persone con “profonde attitudini e consolidate professionalità” per il banale motivo che non sono in grado di retribuirle. Queste strutture hanno spese fisse e incassi imprevedibili perché dipendono dalla programmazione regionale. Negli ultimi due anni molte strutture hanno chiuso e vari dirigenti hanno perso il lavoro perché nel passaggio dalla programmazione del 2003-08 a quella 2009-13 ci sono stati due anni senza finanziamenti e ora una parte di quelli previsti sono stati improvvisamente dirottati sugli ammortizzatori sociali. Non ci sono le condizioni minime per attirare veri professionisti della formazione.</p>
<p>Sulla progettazione mi permetto un suggerimento perché ho a che fare con questi problemi tutti i giorni e alla fine qualche strategia di sopravvivenza bisogna pure trovarla.</p>
<p>C&#8217;è uno (sporco) trucco che consente a chi opera nella formazione professionale finanziata di fare cose innovative e di buona qualità. La prima cosa è ovviamente riuscire a farsi approvare un progetto. Per fare questo bisogna assolutamente evitare di scrivere cose troppo sofisticate perché chi lo legge si chiede “come diavolo facciamo a verificare il rendiconto?” e mai “che cosa impareranno gli allievi?”Questi progetti infatti non sono “progetti” ma domande di finanziamento e come tali vanno trattati. In pratica meglio utilizzare frasi fatte e concetti standard “nascondendo” il più possibile gli aspetti innovativi. Poi non c&#8217;è da preoccuparsi perché il grado di libertà che lasciano è molto elevato (molto di più che nella formazione per grandi aziende). Basta rispettare alcuni paletti amministrativi e chiedere qualche modifica in corso d&#8217;opera per poter fare quasi tutto quello che si vuole. La cosa è facilitata dal fatto che se gli amministratori pubblici non riescono a spendere tutti i fondi che loro stessi hanno stanziato vanno incontro a guai di vario tipo (controlli di secondo livello, assessore che protesta, confronti interni con colleghi&#8230;).</p>
<p>Il lato negativo di questo modo di procedere è che si fa una vita da clandestini e non è il caso di aspettarsi riconoscimenti, anzi. Del resto anche molti bravi insegnanti lavorano così.</p>
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