Il mulino cognitivo – 2
Qualche aggiunta al post precedente sull’esperienza di William Kamkwamba:
1 – Gli ho mandato qualche dollaro per i suoi studi attraverso chip in. pochi minuti dopo mi sono arrivate due ricevute, quella di chip in e quella di Paypal (che ho usato per accreditare l’importo sul conto chip in di William). Velocissimi e precisi. Ancora 10 minuti e mi sono arrivate due righe di ringraziamento da parte di William. Sola questo punto ho realizzato che stavo comunicando con una persona che sta in un altro emisfero. Credevo di essere abituato all’uso del web, ma si vede che non è del tutto vero perchè ammetto di non trovarlo affatto normale, anzi mi pare stupefacente.
Noi immigrati digitali…
2 – Ho scoperto che William, grazie anche alla notorietà che gli è derivata dal suo progetto, ha potuto riprendere gli studi e da pochi giorni ha iniziato a frequentare una scuola superiore nella capitale del Malawi. I corsi si svolgono in gran parte in forma di e-learning e la sua classe è composta da sei persone che provengono da varie parte del mondo. Buon per lui, però… la scuola è l’African Bible College nel quale si studiano essenzialmente due cose: la storia americana (non quella del Malawi…) e la Bibbia. Lo scopo è formare leaders cristiani che possano evangelizzare l’Africa. MI aspettavo qualche cosa di più tecnico, viste la passione e il talento di William in questo settore. Tutto bene se William ha una vera vocazione religiosa. Tutto male invece se tocca prendere quello che c’è, per mancanza di scelte possibili, come una sorta di pedaggio (spirituale) da pagare. Noi abbiamo l’idea di poter fare delle scelte, quasi come se fosse un diritto umano fondamentale, ma non è mai stato così nella nostra storia passata e non è cosi oggi in gran parte del del mondo. Anche questi vaghi dubbi sono dubbi lussuosi.
3 – Neanche a farlo apposta mi è arrivata una segnalazione via RSS di un video (una animazione in realtà) prodotto dall’università di Ottawa che spiega il metodo della peer assistance (assistenza tra pari), in modo essenzialmente grafico, per imparare le cose e affrontare problemi di ogni genere. L’audio è in inglese (ma non è essenziale) e il tutto è liberamente scaricabile e riutilizzabili con licenza Creative Commons. L’animazione si basa sul libro di Chris Collison e Geoff Parcell, Learning to Fly – Practical Knowledge Management from Leading and Learning Organisations, Capstone Publishing, 2001, 2004. Reperibile su Amazon.
Vi si legge, tra l’altro:
Oggi nessuno è o può essere esperto in ogni cosa. In tutte le situazioni è facile che sentiate di non saperne abbastanza per fronteggiare l’accelerazione dei cambiamenti nelle nostre organizzazioni e lasciati soli dal mondo. Partite allora dall’idea che qualcuno, da qualche parte, ha già fatto quello che state cercando di fare voi. Come potete fare per trovarli e imparare da loro?
Ma com’è che queste segnalazioni mi arrivano esattamente quando mi servono e senza che faccia nulla per cercarle?
Serendipity? Lettura telematica del pensiero? Miracoli della rete?
