Ripensare i libri di testo 2 (Flatworld Knowlwedge)
Su come ripensare il modo con cui i libri di testo vengono prodotti e utilizzati non mancano le idee e le iniziative. Quello che appare ancora molto difficile ripensarli in modo radicale e cioè sviluppare un modello li reinventi in modo originale tenendo conto contemporaneamente delle caratteristiche della rete, delle necessità delle scuole, dell’ambiente sociale, dei costo, delle culture e delle legislazioni locali. Al posto di questa non facile reinvenzione finora in Italia (e non solo) abbiamo assistito piuttosto a:
- tentativi del mondo dell’editoria di “impadronirsi” del web integrandolo nel modello di business editoriale tradizionale che non viene modificato generalmente attraverso la produzione di libri di testo arricchiti da integrazioni disponibili in rete;
- tentativi di imporre il modello web (in pratica Wikipedia) al mondo scolastico che però di collaborativo e autogenerato ha ben poco perché è storicamente nato come ambiente gerarchico e trasmissivo e quindi in sostanza lo rifiuta;
- proposte di abolire completamente libri, corsi, scuole e l’intero sistema educativo istituzionale (e qui si corre troppo).
Si tratta invece di tenere conto del contesto scolastico reale che ha le sue regole, le sue radicate abitudini, la sua cultura specifica, insegnanti in carne ed demotivate ossa e poi in questo contesto riuscire a pensare a un modo di produrre e utilizzare contenuti che mantengano la loro funzione di guida per gli allievi ma che anche siano integrati in modo nativo con il pensiero reticolare, collaborativo e aperto tipico della rete.
Su questo non ci siamo ancora, però esistono iniziative interessanti da tenere d’occhio. Ne cito due per tutte, una USA e una made in Italy (nel prossimo post).
Flat Word Knowledge (c’è un bel video che spiega tutto)
Sia chiaro che questa è una impresa, business puro, con tanto di business plan, market analisys, ecc. yankee fino al midollo. Ma vediamo le cose essenziali:
- i libri sono prodotti da autori professionisti adeguatamente retribuiti e puntano ad essere di alta qualità.
- Il testo è leggibile in modo del tutto gratuito in rete e può essere integrato o modificato dagli insegnanti. Sono presenti i più diffusi community tools.
- Tutto il resto si paga (ma i costi sono moderati) e cioè:
- testi stampati in forma di libro, audiolibri PDF, podcast, guide allo studio, flash cards, quiz, ecc.

L’idea è di produrre e “distribuire grandi libri di testo e renderli aperti e modificabili perché questo risolve i problemi reali degli studenti e degli insegnanti” .
Ma c’è’ di più: “Così facendo creiamo un largo mercato per i nostri prodotti… certo, ci guadagnano di meno per ciascun studente rispetto ai grandi editori, ma va bene perché pensiamo di venderli a molta più gente… è solo modo più intelligente (smart) di fare affari”.
Queste le tappe previste:
2007: pianificazioni, contratti con gli autori, ricerca fondi ( a proposito pare che l’investimento totale nella startup sia stato finora di 1.400.000 dollari, non è che scherzano).
2008: redazione, testing con alcune scuole, altri contratti con gli autori
2009: vediamo se dopotutto funziona
E anche noi siamo curiosi.