Anche in Italia c’è qualche tentativo ripensare le modalità di produzione e utilizzo dei libri di testo sfruttando le opportunità offerte dalla rete in modo non banale (non come semplice canale di distribuzione). Le novità infatti legislative infatti ci sono e favoriscono l’editoria scolastica online anche se in modo piuttosto ambiguo e approssimativo.

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BBN editrice
BBN è una piccola casa editrice italiana che sta investendo molto su un modello d’impresa fondato sull’idea che la proposta editoriale non deve subire il contesto normativo italiano per l’editoria scolastica come un fastidio da ignorare il più a lungo possibile ma può invece sfruttarlo come occasione per sperimentare modelli editoriali innovativi.

Questo può essere fatto molto più facilmente da una casa editrice nuova e di piccole dimensioni piuttosto che da una azienda editoriale grande e con una lunga storia organizzativa alle spalle. Essere grandi e antichi comporta elevatissime dosi di rigidità organizzativa e culturale che impediscono di “vedere” le opportunità che si presentano e – se si vedono – impediscono di prenderle sul serio.

In estrema sintesi il modello editoriale prevede:

  1. un catalogo di testi agili scritti da professionisti
  2. testi distribuiti in rete e stampabili su fogli in formato A4
  3. testi acquistabili a costi molto contenuti, in media -50% rispetto ai libri normali
  4. testo progettati a fascicoli che si possono acquistare separatamente
  5. una formula, fortemente incoraggiata, di acquisto per abbonamento: in pratica la scuola acquista una licenza d’uso annuale del testo prescelto per una classe e poi può anche distribuire il testo gratuitamente agli allievi o rivendere singole copie a costi molto bassi.

Il modello non pone invece particolare enfasi sugli ambienti e strumenti per lo sviluppo collaborativo dei testi con la partecipazione attiva degli insegnanti e degli allievi in stile web 2.0.

Il tutto appare meno innovativo rispetto al modello Flat Word Knowledge, ma molto più adatto al contesto scolastico italiano, che non è affatto tecnologicamente avanzato e che da tempo sembra considerare la scuola più come un problema di costi e di scontro ideologico che come luogo di formazione e cultura.

C’è però un’altra differenza:

  • Flat Word Knowledge non si pone neppure il problema delle pari opportunità nell’accesso all’istruzione. Chi paga ha accesso a materiali migliori, gli altri si arrangiano alla meno peggio.
  • BBN invece propone un modello che tende ad abbassare i costi per tutti.

Entrambe sono imprese editoriali e vogliono quindi fare utili, ma evidentemente in Europa l’idea che l’istruzione dovrebbe essere accessibile a tutti gratuitamente o almeno a costi molto bassi è molto radicata e in USA inesistente.